Articolo pubblicato il 25-11-2014

Un’Italia più veloce ed agile, nuovo piano per la banda larga

Le reti di telecomunicazioni sono ormai il sistema nervoso di ogni nazione moderna. Una nazione non si ferma se si fermano i trasporti. Non si ferma neanche per uno sciopero generale. Ma se le reti di telecomunicazione si fermassero -non è mai successo- sarebbero davvero poche le attività che riuscirebbero a non fermarsi. In prospettiva, ed è una prospettiva che si avvicina sempre più rapidamente, le reti di telecomunicazione saranno ancora più importanti.

Non collegheranno soltanto milioni di persone, ma anche decine di milioni di computer e miliardi di oggetti. In questo scenario, la bada ultralarga sarà l’infrastruttura portante dell’intero sistema economico e sociale. Sarà la risorsa imprescindibile su cui sviluppare la competitività futura del paese e su cui si misurerà la nostra capacità di rimanere una delle nazioni più avanzate del pianeta.

Se questa è la premessa, si comprende l’importanza che riveste il piano del governo da 6,2 miliardi per la diffusione della banda ultralarga (vedi articolo de ilsole24ore).
L’Italia è indietro in tutte le classifiche europee relative alla digitalizzazione e ultima per la diffusione della banda ultralarga. È un dato che deve allarmare perché può essere l’origine di altri, e sempre più ampi, divari che saranno poi difficilmente colmabili se protratti nel tempo. Dotare l’Italia di reti a banda ultralarga è anche la premessa per avere un giorno un’Italia più veloce, più agile, meno burocratica.

Fonte: www.ilsole24ore.com